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Biohackers 2×01 – Aufwachen – AwakeTEMPO DI LETTURA 3 min

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Biohackers-2x01 La serie tv tedesca torna su Netflix con una seconda stagione sempre composta da sei puntate e si ritrova costretta a dover migliorare non tanto il racconto, considerata l’interessante tematica di fondo, quanto piuttosto la logica e l’utilizzo del tempo. E, nel complesso, questo primo episodio riporta in campo luci ed ombre del prodotto già conosciute dal pubblico.
La puntata parte con un vistoso flashforward che salta a piè pari ben tre mesi senza dare risposte, per ora, di quanto successo in quel furgone sia a Mia, sia alla dottoressa Lorenz. Ma c’è anche un evidente attendismo narrativo ed un desiderio di svelare passo per passo quanto sia effettivamente accaduto e in cosa Mia si sia ritrovata incastrata.

FLASHFORWARD ED UNO SGUARDO AL PASSATO


L’intera puntata, intitolata “Svegliarsi”, cerca di fare un attimo il punto su quanto avvenuto nella precedente stagione e quanto successo nei precedenti tre mesi. Mia viene sfruttata per questo tipo di narrazione: dimenticatasi totalmente degli avvenimenti successivi al suo rapimento, infatti, la ragazza si tramuta a conti fatti in uno spettatore e dialogo dopo dialogo vengono riportate a galla diverse informazioni. Il ruolo di Jasper nella condanna della Lorenz; l’allontanamento da Niklas; il fidanzamento sempre con Jasper; il cambio di casa insieme a tutti gli altri coinquilini; il suo carattere apparentemente diverso dal solito (come appunta Chen-Lu). Cosa è successo quindi negli ultimi tre mesi è diretta conseguenza di quanto accaduto subito dopo il rapimento con cui si chiudeva la prima stagione? Molto probabilmente sì e le prossime puntate dovranno riuscire a dissipare dubbi e gettare nuovi collegamenti alla trama partendo, preferibilmente, dall’introduzione di quella fantomatica terza parte in causa che il rapimento faceva presupporre.
I quarantacinque minuti circa di puntata sono densi, ma compassati nell’introdurre prima quanto avvenuto precedente stagione e poi cercando di rompere quel velo di oscurità che annebbia la mente di Mia riguardo il periodo tra ottobre e gennaio. Una opening disorientante, sotto certi aspetti, ma che permette alla serie di rimescolare le carte e di non doversi ritrovare fin da subito con una partenza in salita in cui dover fornire risposte immediate: Christian Ditter gioca d’astuzia e sospende momentaneamente la storia per cercare di colmare il gap con il passato.

…ED ORA?


“Svegliarsi” è un episodio di raccordo e basato principalmente sui dialoghi con cui ogni singola sequenza viene infarcita. Ci sono dialoghi per aiutare lo spettatore, i famosi spiegoni (Jasper e Mia nel laboratorio del primo); ci sono i dialoghi per aprire qualche spiraglio di luce ed informazione sui precedenti mesi (Mia, Chen-Lu e inquilini); c’è poi l’aspetto medico (dottore e terapista) che aiuta ad aumentare le informazioni su Mia e su ciò che la circonda.
La sensazione, a fine episodio, è quella di avere necessità di procedere rapidamente con il binge watching visto e considerato che la domanda fondamentale che ci si pone è, semplicemente, “bene ed ora?”.
Una ripresa che funziona, quindi, ma che non può allontanarsi troppo dalla sufficienza visto e considerato che i quesiti maggiori rimangono in sospeso e oltre a fare da semplice raccordo espositivo e di dialogo, la puntata non aggiunge altro. C’è sicuro interesse nel capire se e quanto la serie abbia speranza di spiccare effettivamente il volo considerando che le potenzialità narrative ci sono. Tuttavia sembra ancora un frutto acerbo e che dovrò trovare il modo di migliorare e raddrizzare il tiro lungo il percorso.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Flashforward di tre mesi
  • Mia e la sua ricerca della verità
  • I flash
  • “Son” tatuato sul braccio
  • Quantità di dialoghi molto alta, ma interessanti e ben inseriti nelle varie scene
  • Puntata introduttiva (forse troppo?)
  • Personaggi secondari, ossia i coinquilini, ancora lontani dall’essere ben inseriti all’interno della trama principale tanto da sembrare presente in sequenze utilizzate tanto per fare minutaggio

 

Una première valida per quanto riguarda l’intenzione di ripresentare allo spettatore situazioni e dinamiche (specialmente perché è trascorso un anno dal precedente rilascio su Netflix), ma che di fatto aggiunge poco altro alla trama. In sintesi, una puntata di raccordo senza infamia e senza lode.

Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal.
Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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