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Doctor Who: New Year’s Day Special – ResolutionTEMPO DI LETTURA 5 min

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Il lento studiarsi e annusarsi tra Chibnall, Whittaker, spettatori e appassionati di Doctor Who procede con un episodio la cui stessa essenza è tabù: uno speciale di capodanno al posto del solito classico speciale natalizio. Postumi, un Natale trascorso in cui mancava qualcosa e una stagione appena conclusa non proprio esaltante: l’approccio con “Resolution” non sembra essere dei migliori dal punto di vista delle aspettative. Dalek a parte.
Primo aspetto da analizzare dell’episodio è proprio la maniera in cui il neo-showrunner affronta un nemico storico del Dottore, o in generale il suo approccio verso un “ritorno” nello show, soprattutto dopo una stagione composta unicamente da alieni inediti, episodi auto-conclusivi e riferimenti al passato solo accennati verbalmente. Un’analogia è immediatamente riscontrabile, analogia tra l’altro già tirata in ballo in altre occasioni. Non è la prima volta, infatti, che gli episodi con Jodie Whittaker protagonista vengano accostati alla prima stagione in cui il Dottore era interpretato dalla meteora Christopher Eccleston. In questo caso particolare, l’episodio “Dalek!” rappresentava il primo effettivo ritorno dei Dalek nella nuova serie. Ciò non avveniva con un’imponente flotta proveniente da Skaro, oppure con la presenza di Davros, bensì con un unico Dalek confinato, solo ma ugualmente letale. In quel caso specifico capitava che il Dottore prendesse in giro la creatura, apparentemente bloccata dai gradini (salvo scoprire potesse volare), e il tutto si concludeva con una sorta di redenzione/suicidio grazie all’intervento salvifico e strettamente umano di Rose.
Il minimalismo di allora non è certamente riscontrabile nell’avventura di oggi: un’antica battaglia, un recon Dalek diviso in tre parti e custodito per secoli e secoli in diverse parti del mondo, un approccio violento e “invasivo” con gli esseri umani, una fine cruenta e spietata. Sebbene Chibnall finora non abbia voluto abbandonarsi a sensazionalismi ed epicità, in questo caso si potrebbe addirittura muovere la critica che l’introduzione del Dalek potrebbe essere cosa nuova per lui, ma non per gli spettatori (al contrario di come era stato nel 2005). Spettatori che non possono non storcere il naso di fronte alla “possessione” che rende, per la maggior parte dell’episodio, Lin come vera antagonista. I difetti dell’undicesima stagione ritornano quindi prepotenti. Una tendenza a divagare riesce così a rendere l’episodio contemporaneamente troppo rapido e concentrato, ma con al suo interno sequenze lente e apparentemente fuori contesto (qualsiasi appassionato cui è stato promesso un episodio con i Dalek non potrà mai apprezzare lunghi dialoghi sulla famiglia e sull’abbandono).
A smentire completamente le lamentele sopra esposte, in un perverso gioco di schizofrenia da recensore, bisogna riconoscere che, nel tracciare la narrazione di “Resolution”, tutti i pezzi vengono messi in ordine. Sequenze lente, è vero, ma la presenza di Aaron poi si rivela importante nella sconfitta del Dalek da ricognizione (certo un suo sacrificio finale avrebbe reso il tutto più potente). L’investimento di tempo nei confronti di Aaron significa anche una serissima speranza che la tematica familiare di Ryan venga chiusa del tutto nella prossima stagione. Per il resto, c’è da dire, Yaz e Graham poco più che accessori, a confermare una scrittura che non garantisce un’equa distribuzione nei ruoli dei vari companion.
I confronti tra Aaron e Graham, tra Aaron e Ryan così come l’incipit romantico tra Lin e Mitch fanno parte tuttavia del repertorio di Chris Chibnall, come potrà testimoniare chiunque abbia visto Broadchurch. Qualora egli riesca a canalizzare del tutto questa sua capacità di introspezione, per sposarla al meglio con le “esigenze creative” di Doctor Who, si andrà incontro a scenari niente male, nell’ottica di un processo di rinnovamento valido e non come un annacquato scimmiottamento di ciò che c’è stato in precedenza. In quest’ottica proprio le lunghe sequenze sopra citate sono una sorta di ottimo contraltare per quell’epicità un po’ pacchiana che accompagna l’intero episodio (colonna sonora percussiva, lunghi inseguimenti in macchina, imponente voce narrante iniziale e finale…).
“Resolution” mantiene tutte quelle piccole storture per cui ci si era lamentati nell’arco della quasi totalità dell’undicesima stagione, eppure sommate tra di loro danno vita ad un episodio godibile, con alcuni picchi dovuti ad effettivi buoni momenti della protagonista. Jodie Whittaker conferma la sua bravura nell’interpretazione di un personaggio televisivamente ultra-cinquantenne. Volendo tirare le somme, alla fine di questo primo ciclo di episodi, si potrebbe dire che la pecca è proprio il voler eccessivamente imitare i predecessori, come se nella scrittura vi fosse un minimo di timore per la scelta “storica” di un’interprete donna, cercando così di non distaccarsi dall’usato sicuro, per quanto riguarda il risultato finale.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Epicità pacchiana e sequenze lentissime e apparentemente fuori contesto creano un buon mix
  • Il Dalek e la lenta attesa della sua totale apparizione
  • La figura di Aaron funzionale con la risoluzione della trama
  • Buoni momenti di Jodie Whittaker, soprattutto nei confronti con il Dalek
  • Apparente chiusura della trama della famiglia di Ryan
  • Epicità pacchiana
  • Sequenze lentissime e apparentemente fuori contesto
  • La lenta attesa della totale apparizione del Dalek
  • Il Dalek da ricognizione sa tanto di deus ex machina per poter far fare al Dalek cose mai viste prima, tipo mettersi in modalità zaino

 

Ora occorrerà aspettare fino al 2020 per sapere se “Resolution” è un primo passo verso la stabilizzazione del nuovo corso dello show, oppure se ci si dovrà rassegnare ad un appiattimento del tutto. Intanto, il ritorno di un Dalek, buone scenografie e un diverso piglio nel ritmo dell’episodio portano ad un fiducioso (e forse generoso) ringraziamento.

 

The Battle Of Ranskoor Av Kolos 11×10 5.32 milioni – ND rating
New Year’s Day Special: Resolution 5.15 milioni – ND rating

 

Approda in RecenSerie nel tardo 2013 per giustificare la visione di uno spropositato numero di (inutili) serie iniziate a seguire senza criterio. Alla fine il motivo per cui recensisce è solo una sorta di mania del controllo. Continua a chiedersi se quando avrà una famiglia continuerà a occuparsi di questa pratica. Continua a chiedersi se avrà mai una famiglia occupandosi di questa pratica.
Gli piace Doctor Who.

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