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Better Call Saul 6×10 – NippyTEMPO DI LETTURA 5 min

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Better Call Saul 6x10 recensioneÈ più che lecito rimanere un po’ confusi dalla visione di questa “Nippy”, ed i motivi sono molteplici: da un lato, dopo il salto temporale avvenuto negli ultimi minuti della scorsa puntata, ora se ne fa un altro in quel “futuro” in bianco e nero che era sempre stato mostrato a spizzichi e bottoni; dall’altro perché si farà fatica a ricordare chi sia Jeff in tutto ciò; il tutto passando per un futuro piuttosto incerto e parzialmente vuoto che sembra affliggere le ultime tre puntate della serie.
Tante motivazioni diverse che concorrono in maniera uguale a lasciare lo spettatore sazio ma insoddisfatto allo stesso tempo perché, a tre episodi dalla fine e senza più l’ombra di una trama orizzontale da seguire ora che Kim e Lalo sono spariti, tutto appare molto confuso. E quindi per aggiungere ulteriore suspense, Peter Gould ed il suo team di sceneggiatori hanno pensato bene di lasciar rosolare il proprio pubblico per un’altra settimana concedendogli un assaggio del “futuro” che non è altro che un filler curatissimo e niente di più.

Gene:I changed my mind.
Ed Galbraith:Changed your mind?
Gene:Yeah.
Ed Galbraith:To be clear, you are not going forward with this?
Gene:I’m gonna fix it myself.

SEI PROPRIO TU JEFF?


Partendo dalla domanda più che comprensibile riguardo l’identità di Jeff il taxista, se ne aggiunge fin da subito una che pone lo spettatore in una posizione piuttosto scomoda e quasi colpevole. Quando Pat Healy entra nella cucina della madre e sembra chiaramente riconoscere Gene/Saul, chi scrive queste righe non ha assolutamente capito chi fosse e si è fustigato in segno di colpevolezza. Solo in seguito, dopo attente ricerche, sempre chi scrive si è sentito sollevato perché questo episodio è ufficialmente il primo ed unico in cui appare Pat Healy nel ruolo di Jeff.
Questo crea subito un primo “errore” di continuity perché Jeff è in realtà già apparso ben due volte in Better Call Saul, la prima nella premiere della 4° stagione “Smoke” e la seconda sempre nella premiere ma della 5° stagione “Magic Man” perché ad interpretare Jeff non c’era Healy ma Don Harvey. A chiarire il perché di tutto ciò è proprio Peter Gould stesso che nel corso di un’intervista ha confermato come in realtà la scelta di cambiare attore sia stata forzata per colpa di un altro ruolo di Harvey già confermato in We Own This City che ne ha bloccato il ritorno e ha forzato il recasting di Jeff con Healy che aveva già fatto il provino nel 2018 per il ruolo.
Il che è comprensibile e fa sentire tutti un po’ meno colpevoli di non essersi ricordati il ruolo di un personaggio apparso per un totale di 4 minuti negli ultimi 30 episodi.

UN FUTURO ANTERIORE PREOCCUPANTEMENTE VUOTO


“Nippy” è una puntata che sulla carta fa molta gola allo spettatore che è da sempre attizzato dal sapere cosa accada alla 3° identità di JimmyMcGill. Allo stesso tempo però è anche un episodio che arriva in un momento storico piuttosto delicato, soprattutto dopo quel salto temporale arrivato un po’ a tradimento nella scorsa puntata e dalla notizia annunciata a fine Giugno in pompa magna da AMC (ed in maniera completamente scriteriata) circa il ritorno di Walter e Jesse in quest’ultima stagione.
La verità è che questa “Nippy” altro non è che un filler, un filler veramente ben fatto che risucchia lo spettatore in questo vortice fatto di sotterfugi, non-detti e giochi psicologici. Un filler che connette i puntini lasciati in sospeso da “Smoke” e “Magic Man” ma che ha soprattutto l’obiettivo di dimostrare come il lupo (Gene) può perdere il pelo (Saul) ma non il vizio (Jimmy). Il raggiro di Gene che inizialmente sembra essere solo focalizzato sulla guardia del centro commerciale, è ben più ampio come raggio d’azione ed è fatto per mettersi in sicurezza ed evitare ogni scollamento con la sua 2° identità, in quella che lui stesso definisce come “mutual assured destruction“.
Gould & Co. non sembrano avere molto altro da raccontare nel futuro di Gene ad Omaha ma è piuttosto un buon esempio di come la vita di Gene non potrà mai essere quella che era prima e, verosimilmente, rimarrà “with no wife, no kids, no friends and I would die tonight no one would care“.

UN FUTURO PROSSIMO CHE NON ARRIVA


In puro stile Better Call Saul, i riferimenti alle domande più importanti che circondano la serie sono sempre minimi e sono menzionati sempre molto velatamente. L’occasione per avere più informazioni sulla vita di Jimmy/Saul/Gene arriva nel momento più disperato del suo piano, proprio quando l’imprevisto arriva puntuale e l’improvvisazione diventa talmente disperata da ripescare fatti personali da usare per un fine più grande.
È così che vengono confermate un po’ di informazioni su Gene, sull’assenza di Kim nella sua vita futura e su una più generale solitudine che lo attanaglia. Un “futuro” che non sembra riservare granché né a lui, né al pubblico che a questo punto sembra dover riportare tutte le sue speranze ed attenzioni nel “presente”, ovvero quel limbo narrativo che intercorre tra la fuga da Albuquerque ed il primo incontro con Walter White e Jesse Pinkman.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • La tecnica “mutual assured destruction
  • Regia e montaggio sempre impeccabile
  • Bob Odenkirk qui offre una performance da Emmy
  • Risoluzione della trama del “futuro”
  • Il cronometro per la torta
  • La dichiarazione di solitudine di Saul Gene
  • Purtroppo è solamente un filler
  • Il recasting di Jeff un po’ infastidisce

 

Non ci si attendeva un episodio del genere, soprattutto filler e senza legami a lungo termine ma non ci si può lamentare per aver visto un’ottima puntata. Se solo tutti i filler fossero come questo…

Fondatore di Recenserie sin dalla sua fondazione, si dice che la sua età sia compresa tra i 29 ed i 39 anni. È una figura losca che va in giro con la maschera dei Bloody Beetroots, non crede nella democrazia, odia Instagram, non tollera le virgole fuori posto e adora il prosciutto crudo ed il grana. Spesso vomita quando è ubriaco.

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