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Hunters 2×04 – The FareTEMPO DI LETTURA 3 min

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Hunters 2x04 recensioneLa seconda e ultima stagione della serie creata da David Weil, travagliata sia nella realizzazione che nell’uscita su Prime Video, arriva al giro di boa con un episodio poco convincente. Questa puntata infatti è sostanzialmente bloccata nella prima metà vista la sua natura preparatoria, salvo poi cambiare ritmo e assestare qualche colpo di scena interessante. Ma complessivamente il risultato finale non è dei migliori.

E POI ARRIVA CLARA..


L’arrivo di Clara a Buenos Aires, avvenuto in realtà sul finale del precedente episodio, porta ovviamente grande scompiglio nella routine di Jonah/Sam e ha il merito di rimescolare completamente le carte per gli Hunters.
Dal pranzo di famiglia Apfelbaum la situazione inizia lentamente a degenerare e con un deciso cambio di ritmo narrativo si arriva al doppio plot twist finale con il rapimento di Clara dopo lo scontro tra Travis e Jonah e l’arrivo di Joe che uccide il cacciatore argentino e ferisce Roxy.
Da segnalare come Joe sia sempre stato un militare e un tiratore scelto: risulta quindi poco credibile che non uccida sul colpo Roxy, indizio che porta a pensare che la sua sia tutta una messa in scena servita ad avvicinarsi ad Hitler.
Menzione a parte merita invece l’ottima performance attoriale di Jennifer Jason Leigh nei panni di Chava Apfelbaum, un personaggio inserito solo in questa seconda stagione ma in grado, grazie anche alla Leigh, di donare una certa vivacità al gruppo originale dei cacciatori abbastanza spento a dire il vero.
Sorella di Ruth e quindi Zia di Jonah, Chava al momento è il personaggio più interessante e carismatico di questo secondo ciclo stagionale e vista la sua natura esuberante non è detto che non regali qualche grande sorpresa.

COME SPRECARE AL PACINO


Ogni appassionato di cinema considera Al Pacino un vero mostro sacro e la sua partecipazione a una serie come Hunters fece molto scalpore nel 2020, visto che l’attore non è solito partecipare a prodotti seriali. Ma in questa seconda stagione le aspettative invece sono state deluse per ora.
Sin dalla season premiere la storyline dedicata a Meyer Offerman è apparsa molto tirata, quasi si dovesse trovare a ogni costo un modo per impiegare Al Pacino vista la morte del suo personaggio nel finale della prima stagione. I vari flashback dedicati a Lonny, Sister Arriet e Ruth sono anche interessanti, così come la creazione degli Hunters che viene mostrata puntata dopo puntata, ma vi sono due problematiche che affliggono questa storyline:

  • l’estrema lentezza con cui viene mostrata tale porzione di trama;
  • non vi è nessuna amalgama con la storyline principale, con il risultato di spezzare pesantemente il ritmo narrativo.

Nemmeno a dirlo ma l’interpretazione di Al Pacino è esente da critiche, a non convincere invece è il modo in cui si è scelto di utilizzarlo che rende poca giustizia a un attore del suo calibro. Uno spreco enorme e di cui veramente non si sentiva il bisogno. Un peccato.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • L’arrivo di Clara a Buenos Aires che rimescola le carte
  • L’ottima performance attoriale di Jennifer Jason Leigh
  • Doppio plot twist finale
  • La storyline dedicata a Meyer Offerman è molto tirata e non si amalgama bene con la storyline principale. Ed è un vero peccato sprecare un attore del calibro di Al Pacino
  • Eccessivi gli oltre 50 minuti di durata della puntata

 

Un episodio alquanto deludente nella prima metà salvo poi riprendersi grazie a un deciso cambio di ritmo narrativo e un pò di scene d’azione che conducono a un doppio plot twist sul finale. Tuttavia la poco riuscita storyline dedicata a Meyer Offerman e gli oltre 50 minuti di screen time che certo non aiutano la visione dello spettatore, rendono la puntata godibile solo a metà. Per questo si opta per una sufficienza piena in attesa che la serie entri definitivamente nel vivo con la caccia a Adolf Hitler. Mancano ancora quattro episodi, si spera che Hunters riesca definitivamente a decollare.

Venera due antiche divinità: Sergio Leone e Gian Maria Volontè.
Lostiano intransigente, zerocalcariano, il suo spirito guida è un mix tra Alessandro Barbero e Franco Battiato.

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