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Grey’s Anatomy 20×05 – Never Felt So AloneTEMPO DI LETTURA 4 min

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Grey's Anatomy 20x05 recensioneDa bambini sarà capitato a tutti di ritrovarsi a casa della nonna e assistere alle innumerevoli puntate della Signora In Giallo (Murder, She Wrote è il titolo originale). Un formato, quello portato avanti dall’iconico personaggio di Jessica Fletcher (interpretata da Angela Lansbury), che agli occhi di un bambino poteva apparire sempre uguale. Eppure funzionava e, nonostante la ripetizione di repliche su repliche, le nonne erano sempre lì puntualmente sintonizzate.
A distanza di anni, ci si ritrova a condividere tale “passione” delle nonne per queste serie confortevoli senza aspettative, ma che scorrono in maniera distensiva, probabilmente anche usate come sottofondo quando si cucina o si fanno altre cose in casa. Ecco, Grey’s Anatomy è diventato come La Signora Fletcher.

NOTTATA IN E.R.


Come sottolineato già dalle scorse recensioni, la parte che più funziona al momento in Grey’s Anatomy è quella medica, più precisamente quando gira intorno agli specializzandi.
“Never Felt So Alone” gioca un classico del medical drama: la nottata in pronto soccorso con tutti i medici impegnati nell’emergenza di turno. Naturalmente, nel corso della sua storia, ci sono stati episodi del genere rimasti nel cuore e nella memoria dello spettatore (un esempio a caso, “Golden Hour” S7e15). Quello attuale non si avvicina minimamente a questi classici, eppure, la formula continua a funzionare, in un misto di dinamismo, humor e drama che si legano sempre bene insieme.
Gli specializzandi alle prese con i casi di giornata regalano sempre input importanti anche per una conoscenza maggiore degli stessi. Dalla ramanzina di Millin ad un non più sopportabile Ndugu, alla carica agonistica di Yasuda, al momento la più attenta dal punto di vista medico.
Importante, poi, anche il caso del tentato suicidio in cui si ritrovano coinvolti Griffith e Kwan. Nonostante la sua drammaticità, il momento in sé non rilascia un vero e proprio coinvolgimento emotivo, ma potrebbe aprire una parentesi più interessante per il personaggio di Benson, se quanto da lui accennato sarà analizzato in futuro.
Infine, continuano a risultare pedanti i tira e molla di Simone e Lucas. Dal mancato matrimonio della scorsa stagione, i due non hanno avuto una vera e propria trama sentimentale, fermi a questi screzi passivi-aggressivi che non portano da nessuna parte. A questo punto, meglio cambiare tattica o puntare tutto solo sulla medicina, come detto: quella si che funziona.

PASSAGGI DI RITO


Ci sarà probabilmente un calo romantico nella writer room di Grey’s Anatomy, dato che da tempo gli autori non riescono più a raccontare una storia d’amore coinvolgente ed entusiasmante. Simone e Lucas ne sono solo un esempio, ma peggio ancora accade con i veterani come Link e Jo.
I due medici non sembrano avere molto da raccontare a livello romantico e in questo episodio si ritrovano confinati nel tipico passaggio di rito di ogni coppia che ha attraversato i corridoi del Grey-Sloan: il pericolo di una gravidanza inaspettata. La solita macchietta serve a far convergere i due in una stessa direzione, ma ciò non toglie che l’intera rappresentazione risulta una mera fotocopia priva di qualsiasi coinvolgimento.

SAN NICK DA BOSTON


Infine, non può mancare una menzione per l’ennesimo ritorno di Meredith. A quanto pare la Grey si ritrova a Seattle una settimana si e l’altra no. Una presenza che non guasta, ma che forse sarebbe meglio lasciare ormai confinata in ambito medico.
La parentesi più personale aperta in questo episodio, infatti, non regala niente di nuovo e, anzi, riconsegna un personaggio sentimentalmente costipato. Va fatta una premessa: la reazione della Grey è assolutamente comprensibile come madre, anche indipendentemente dalle tragedie che ha vissuto nel corso della sua vita. Tuttavia, le incomprensioni con Nick riportano in auge un problema relazionale abbastanza mal gestito sin dalla partenza di Meredith per Boston. Con tutte le giustificazioni del caso per la Grey, il trattamento del povero Nick risulta comunque eccessivo. Beato lui che sembra avere un’infinita pazienza.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Nottata in E.R. 
  • Gli specializzandi sempre più attivi nella narrazione (anche con sprazzi personali)
  • Anche i veterani funzionano meglio alle prese con la medicina (Amelia e Owen)
  • Link e Jo e una storyline estremamente piatta
  • Ndugu e gli strascichi dell’addio di Maggie hanno stufato 
  • Meredith bloccata in una perenne costipazione sentimentale 

 

La fruizione stagionale di Grey’s Anatomy continua ad essere estremamente comoda e confortevole. Ad episodi senza impegno si aggiungono anche le pause: il sesto episodio andrà infatti in onda il 2 maggio.

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Nata con la passione per telefilm e libri, cresciuta con quella per la scrittura. Unirle è sembrata la cosa più naturale. Allegra e socievole finché non trova qualcosa fuori posto, il disordine non è infatti contemplato.
Tra una mania e l'altra, si fa carico di un'estenuante sensibilità che la porta a tifare per lo sfigato di turno tra i personaggi cui si appassiona: per dirla alla Tyrion Lannister, ha un debole per “cripples, bastards and broken things”.

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