Doctor Who 11×01 – The Woman Who Fell To EarthTEMPO DI LETTURA 5 min

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La curiosità era più indirizzata verso la prima incarnazione femminile del Dottore o verso la nuova gestione Chibnall? Per quanto riguarda il primo elemento non vi erano precedenti che avrebbero potuto portare lo spettatore a fare pronostici e previsioni. Ma un cambio di showrunner già vi era stato, e non si può dire non fosse stato traumatico.
Nel 2011 Steven Moffat aveva preso il posto di Russell T. Davies a capo del team creativo, mentre lo sconosciuto Matt Smith subentrava all’adorato David Tennant. Il risultato è stato alla lunga buono, ma nell’immediato di forte impatto. Altre luci, differenti scenografie, attori e quindi personaggi cambiati in toto, ma soprattutto l’inserimento di discussi story arc che ponevano Steven Moffat al centro di opinioni radicalmente differenti.
Chris Chibnall sembra intervenire come normalizzatore, lo shock che vive lo spettatore di fronte alla 11×01 è quello di chi si aspettava il cataclisma che invece non avviene. Si può dire che il grande cambiamento è quello di non avere particolari cambiamenti. La scenografia cambia? Sì, ma giusto un po’. La musica è cambiata con l’addio di Murray Gold? Sì, ma rimane sullo sfondo in maniera sobria e mai invadente (non che Murray Gold fosse invadente, anzi…). La sceneggiatura verticale e orizzontale segna cambi di orizzonte notevoli? Boh. C’è il solito mostro alieno che tratta la Terra come se fosse un parco giochi e il Dottore glielo impedisce.
Ecco appunto. E il Dottore? Questa è la vera e propria sorpresa nell’armonia con cui cambia il tutto. Jodie Whittaker è sì la prima incarnazione donna, ma è esattamente il Dottore. Si vedono gli abiti di Capaldi, oltre a qualche movenza, si nota una rapida parlata alla Tennant e alcune espressioni facciali alla Smith. Ma solo perché lei è il Dottore, perché è una grande attrice e perché Chibnall evidentemente era sincero dicendo di non guardare al sesso dell’interprete, nel cercare il più adatta/o per interpretare il pluri-decennale personaggio.
La vera differenza di “The Woman Who Fell To Earth”, rispetto a “The Eleventh Hour” è proprio questa, quindi: normalizzazione. Lo spettatore dovrà quindi accontentarsi in partenza? Assolutamente no. Semplicemente si percepisce un lavoro di abbassamento di aspettative, sicuramente più sincero rispetto alle grandi “promesse” con cui Moffat illudeva gli spettatori per poi, spesso e volentieri, sgonfiare il tutto con un nulla di fatto. Non sappiamo dove andrà la trama orizzontale, se non verso la ricerca del Tardis, non sappiamo quale sarà la funzione universale e salvifica degli umani companion, impareremo a conoscere strada facendo la caratteristica caratteriale del nuovo Dottore. Proprio in questo Chibnall tende invece a imitare il suo predecessore: le strizzate d’occhio al pubblico con frasi assai meta sembrano un’usanza abbastanza frequente. Segue un esempio.

“Because we’re all capable of the most incredible change. We can evolve while still staying true to who we are. We can honour who we’ve been and choose who we want to be next.”

Abbastanza lampanti i richiami stilistici al passato. Interessante notare come la sigla d’apertura venga saltata a piè pari, ma richiamata durante la prima apparizione di Jodie Whittaker e, per un orecchio attento, non può sfuggire come questa sia molto molto simile (se non uguale) a quella della serie classica, come verrà poi confermato durante i titoli di cosa.
Molto interessante e anche questa legata al passato, la funzione dei companion. Aspetto da non sottovalutare è quello che costituisce il cliffhanger, ovvero il fatto che si trovino per puro caso a seguire il Dottore, teletrasportati anche loro inavvertitamente nello spazio profondo alla ricerca del Tardis. A suggellare un nuovo inizio, si potrebbe fare un parallelo con i companion d’esordio dell’intera serie. Durante il periodo di William Hartnell (ovvero il primo Dottore), la compagnia era costituita dalla nipote Susan e dalla coppia di insegnanti Barbara e Ian. Quindi un Dottore anziano, con una giovane ragazza e una coppia di mezza età. Oggi invece troviamo una giovane incarnazione femminile, una coppia altrettanto giovane (uomo e donna) e un uomo abbastanza maturo. Quasi a rovesciare lo status di partenza di quel lontano 1963.
La 11×01 sembra quindi voler riportare all’essenziale Doctor Who come serie, un nuovo punto di partenza che spoglia la serie da virtuosismi tecnici e narrativi che hanno fatto storcere il naso a molti spettatori. Riuscire a dare l’impressione di normalizzare il tutto inserendo una tale novità è sicuramente, e paradossalmente, segno di grandissima capacità di scrittura e di idee chiare. Il Dottore è nuovamente giovane, ha nuovi amici di differenti età, è pronto a viaggiare, sembra avere nelle caratteristiche della sua incarnazione buone capacità di inventore e un accento del nord dell’Inghilterra. Ah sì, è interpretato da una bravissima attrice.

“Bit of adrenaline, dash of outrage, and a hint of panic knitted my brain back together. I know exactly who I am. I’m the Doctor. Sorting out fair play throughout the universe. Now please, get off this planet while you still have a choice.”

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Jodie Whittaker è il Dottore
  • Companion complementari a quelli degli anni ’60
  • Companion per forza e non per scelta con il cliffhanger finale
  • Ricerca del Tardis come unica trama orizzontale
  • Processo di normalizzazione
  • Nessun cambio traumatico nella messa in scena
  • Interessante il tema della disprassia
  • Il Dottore e il cucchiaio (richiamo al settimo?)
  • Deep Breath
  • Lirismo dosato
  • Caso di puntata non proprio irresistibile (ricordiamo che Chibnall è quello dell’episodio sui dinosauri sull’astronave)
  • Peccato per l’assenza della sigla d’apertura

 

Si usa dire spesso “cambiare tutto per non cambiare niente”. L’avvento di Chibnall e di Jodie Whittaker sembra più presentare lo scenario opposto: non cambiare niente per cambiare tutto. Se l’episodio preso da solo per la storia raccontata sarebbe da Save, l’impatto di questo nuovo team creativo e di personaggi è altamente positivo proprio perché non crea nostalgia ma curiosità per ciò che sarà. E per questo bisogna ringraziare.

 

Christmas Special: Twice Upon A Time 7.92 milioni – ND rating
The Woman Who Fell To Earth 11×01 8.20 milioni – ND rating

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Approda in RecenSerie nel tardo 2013 per giustificare la visione di uno spropositato numero di (inutili) serie iniziate a seguire senza criterio. Alla fine il motivo per cui recensisce è solo una sorta di mania del controllo. Continua a chiedersi se quando avrà una famiglia continuerà a occuparsi di questa pratica. Continua a chiedersi se avrà mai una famiglia occupandosi di questa pratica. Gli piace Doctor Who.

2 Comments

  1. Io alla scena col cucchiaio in realtà ho subito pensato a Twelve e a Sherwood.. “I’m the Doctor and this is my spoon” 🙂
    Per me bene, buona la prima, vediamo come vanno avanti.
    Spero solo che i prossimi cosplayers non si presentino tutti con un dito nel naso..

  2. Sì effettivamente ci avevo pensato alla 8×03, ma il settimo che i cucchiai li suonava erano occasione troppo ghiotta.
    Sarebbe bello lanciare la moda delle dita nel naso.

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