Peaky Blinders 6×01 – Black DayTEMPO DI LETTURA 8 min

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Peaky Blinders 6x01 recensioneSi preannuncia un marzo pieno di ritorni e novità, e in questo marasma di titoli altisonanti ecco farsi largo Peaky Blinders, prodotto televisivo di BBC One in grado di mettere d’accordo – e con ragione – praticamente l’intera totalità dei suoi spettatori.
Questa première non tradisce quindi le aspettative e, partendo esattamente da dove la quinta stagione si era fermata, ecco ripartire l’epopea (ormai quasi decennale) di Tommy Shelby e dei Peaky Blinders.
Per chi, come anche diversi recensori, è costretto a seguire molte serie in contemporanea, dovendosi quindi raccapezzare tra decine e decine di trame differenti, un’attesa di quasi due anni e mezzo può effettivamente costituire un deterrente per il fatto di non ricordarsi una mazza di quanto accaduto – quantomeno – nella stagione precedente del telefilm. Sembra doveroso quindi, prima di addentrarsi nell’analisi di questa (come sempre) ottima première, fare un attimo il punto della situazione, così da capire al meglio i nuovi equilibri che domineranno questa sesta stagione.

BREVE SPIEGONE (FATTO PRINCIPALMENTE PER I VECCHI)


La quinta stagione inizia con uno dei consueti salti temporali, portando lo spettatore direttamente al 29 Ottobre 1929, il cosiddetto Martedì Nero, durante il quale l’America assistette inerme al crollo del New York Stock Exchange. Essendo Tommy un esperto uomo d’affari, fiuta il pericolo e chiede a Michael di ritirare tutti i fondi. Quest’ultimo però, preso dalla sua nuova vita da business man di successo in America, non ritira un bel niente facendo evaporare in un soffio la fortuna degli Shelby.
In qualche modo bisogna pur ripartire, e allora, facendo quello che gli riesce meglio, ecco tornare gli Shelby tra le strade di Birmingham, coppoletta in una mano e cieca ignoranza nell’altra. Torna anche Michael, per presentare la nuova moglie Gina alla famiglia, ma il ragazzo è nei guai, non solo per aver perso la fortuna di famiglia, ma anche per essere stato accusato di tramare alle spalle del fratello, in combutta con i membri di una gang rivale di Glasgow. Si tratta dei Billy Boys, capitanati dallo spietato Jimmy McCavern, che uccide a sangue freddo il figlio di Oberama Gold di fronte ai suoi occhi nel tentativo di lanciare un messaggio al boss degli Shelby.
Intanto Tommy capisce che la vita in Parlamento ha molti punti in comune con il suo passato da delinquente, e la sua loquacità attira il giovane Oswald Mosley, leader della futura British Union Of Fascists, che gli chiede di unirsi a lui trovando il rifiuto secco da parte del leader dei Peaky Blinders. Un incontro con il Primo Ministro inglese Winston Churchill, però, convince Tommy ad accettare, ma soltanto allo scopo di distruggere il partito dall’interno.
Linda intanto tenta di uccidere suo marito Arthur, dopo che quest’ultimo ha picchiato e torturato un suo amico credendolo il suo amante, ma Polly le spara prima che possa premere il grilletto. La donna sopravvive ma decide di andarsene abbandonando Arthur e la famiglia Shelby. Anche la vita matrimoniale di Tommy subisce un duro colpo: Grace è ancora nella sua mente e l’utilizzo di oppio lo porta ad avere allucinazioni con la sua defunta moglie come protagonista, di solito accompagnate da fantasie suicide.
Intanto Michael, con l’aiuto della famiglia di Gina, vorrebbe subentrare a capo del traffico di droga distribuendo l’oppio sul ben più proficuo territorio americano, proponendo anche una completa ristrutturazione della compagnia che però non viene accolta di buon grado dai membri della famiglia. Il piano di Michael prevede naturalmente il pensionamento anticipato di suo fratello che, in risposta alla sua proposta, getta il business plan di Michael direttamente nel camino.
Tommy vuole incastrare Mosley ma il giovane fascista si rivela molto più influente di quanto pensasse e l’esplosione di un’autobomba (con a bordo il colonnello Ben Younger) gli fa capire che l’unico modo per risolvere la faccenda è quello di ucciderlo. Il piano per assassinare Mosley, però, fallisce miseramente, portando alla morte di diversi compagni di Tommy, incluso Aberama Gold. Finn, strafatto di cocaina, ha infatti rivelato accidentalmente il piano dell’omicidio a Billy Grade, che gestisce il racket del calcio insieme a lui e che, non essendo particolarmente fedele ai Peaky Blinders, decide di tradirli facendo una telefonata alle brigate dell’IRA.
La stagione si conclude con l’immagine di un Tommy sconfitto, disperato e urlante, deciso a farla finita una volta per tutte. Stessa immagine che, com’era prevedibile, apre anche questa sesta ed ultima stagione di Peaky Blinders. Tommy alla fine preme il grilletto, ma questa volta a ritardare l’incontro con la morte non è il destino, bensì l’intervento di Arthur, che in precedenza aveva scaricato l’arma a sua insaputa. Il tentativo di Tommy di ricongiungersi all’amata Grace rappresenta così l’ennesimo piano andato storto dopo la doccia fredda subita durante il comizio di Mosley, ma anche, paradossalmente, l’inizio di una nuova parentesi nella vita del protagonista.

FOUR YEARS LATER


Please be aware, Mr. Shelby, that the deaths of your people are your own responsibility, because you consistently fail to understand your own limitations.

La prematura scomparsa di Helen McCrory avvenuta nel corso della produzione di questa sesta stagione, alla quale appunto viene dedicata questa première, ha reso necessaria una riscrittura del personaggio, divenuto qui una delle vittime della cieca ambizione di Tommy. Ed è proprio in occasione del suo funerale, una pira funeraria osservata in silenzio in mezzo al bosco, che c’è uno degli elementi probabilmente cardine di questo sesto arco narrativo, ovvero la promessa di vendetta di Michael nei confronti di suo fratello Tommy, responsabile ai suoi occhi per la morte di sua madre.
Il salto temporale che come sempre accompagna le première di Peaky Blinders, questa volta catapulta lo spettatore quattro anni più avanti (1933) nel remoto arcipelago francese di Saint-Pierre e Miquelon, che visse un periodo di particolare splendore durante il proibizionismo negli Stati Uniti poiché, a causa del suo status di colonia francese, il Volstead Act non era lì applicabile. Dagli anni ’20 al 1933 il traffico di alcolici contrabbandati lungo le coste canadesi e americane da golette o rum runners raggiunse così il suo apice, subendo poi un duro colpo dall’abolizione del proibizionismo.
Proprio in questo scenario muove i suoi passi Tommy Shelby, alle prese con la distribuzione d’oppio proveniente dalla Cina ed interessato ad utilizzare le linee di scambio un tempo adibite al contrabbando di alcolici per inondare di droga le strade degli Stati Uniti. È quindi utile che Tommy abbia dei collegamenti, relazioni forgiate nelle trincee della 1° Guerra Mondiale che, ovviamente in cambio di un lauto compenso, chiuderanno un occhio sulle barche che trasportano oppio.
L’affare sembra quindi concluso, viene proposto un brindisi ma, come lo spettatore ha appreso poco prima, Tommy è ora un uomo sobrio – quantomeno per quanto riguarda l’alcol – e, a quanto pare, non essere un alcolista negli anni ’30 era motivo di vergogna e scherno da parte di chiunque. A ridere per ultimo, però, sarà lo stesso Tommy, a conoscenza dell’identità di un presunto traditore tra le fila degli uomini dello zio Jack, sussurrato ad un orecchio con la glaciale compostezza che da sempre caratterizza il personaggio di Cillian Murphy.

FAMILY BUSINESS


I now realize that whisky is just fuel for the loud engines inside your head.

Se la morte di Polly ha spinto Thomas a liberarsi dalla schiavitù impostagli dall’alcol, rendendolo visibilmente più lucido e concentrato, sorte diversa ha atteso il più grande degli Shelby. Arthur infatti ricade nel tunnel della dipendenza, stavolta da oppio, impersonando il peggior Babbo Natale della storia e riportando il personaggio a confrontarsi nuovamente con i suoi demoni più oscuri.
Si tratta comunque di una parentesi molto breve in un episodio principalmente Tommy-centrico e che lascia invece più spazio a Michael e Gina, che in questa stagione sembrano occupare un ruolo di rilievo rispetto alle precedenti. Il tema della vendetta nei confronti del fratello sembra essere uno degli aspetti più importanti messi in scena finora, oltre che costituire un ottimo stratagemma per generare continua tensione nel corso dei vis a vis ra i due personaggi.
La partita a scacchi è cominciata e Thomas ha già fatto la sua prima mossa, incastrando Michael e facendolo arrestare con la minaccia di tenerlo dentro per un bel po’ di tempo, tentando di convincere nel frattempo la moglie a fare da tramite tra lui e Jack Nelson con la minaccia di entrare in affare con gli ebrei di Solomon. La ritrovata lucidità di Tommy sembra aver riportato il personaggio ai fasti delle prime stagioni, prima della scomparsa di Grace e del successivo crollo psicologico, ma la partita è appena cominciata e Michael non sembra intenzionato ad arrendersi così facilmente senza prima combattere.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Come al solito uno spettacolo per gli occhi
  • L’ignoranza di Tommy Shelby quando è sobrio
  • Prima scena dedicata ad Arthur: lui strafatto sulle scale che non sa manco come si chiama
  • La vendetta promessa da Michael
  • Più spazio ad Anya Taylor-Joy e alla sua Gina
  • Il faccia a faccia finale tra Michael e Tommy
  • Nulla di rilevante

 

Si potrebbe tranquillamente cominciare con la massima valutazione ma trattandosi di un episodio molto introduttivo ci si accontenta di un Thank in attesa, probabilmente, di una lunga sfilza di Bless ad accompagnare la corsa finale della serie.

 

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Ventinovenne oramai da qualche anno, entra in Recenserie perché gli andava. Teledipendente cronico, giornalista freelance e pizzaiolo trapiantato in Scozia, ama definirsi con queste due parole: bello. Non ha ancora accettato il fatto che Scrubs sia finito e allora continua a guardarlo in loop da dieci anni.

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